Storie

STORIE – Cinzia, dall’Italia all’Inghilterra

Ho conosciuto Cinzia nel 2017 in Inghilterra e da subito é nata una bellissima amicizia, che ci ha fatte rincontrare a Milano mesi dopo. Anche lei ama viaggiare perciò ho voluto chiederle di raccontarci la sua esperienza da studentessa fuori sede. Dal confronto nascono sempre ottimi spunti di riflessione.

Ne è uscita una lunga lettera molto confidenziale, di cui oggi affido a te la prima parte.

Chapter 1 – Come ho iniziato a viaggiare

Hola, mes amis!
Mi chiamo Cinzia, ho 22 anni e sono originaria di Taranto, laureata in Economia e Management, specializzanda in Econometria e web designer!
La mia personalità, le mie passioni, le mie ambizioni, la mia vita, sono indissolubilmente legati al viaggio.
Il primo è stato all’età di sei mesi, quando i miei genitori hanno deciso di portarmi con loro a Houston, in the USA. Ho avuto la fortuna di avere una mamma incredibilmente intelligente, coraggiosa, anticonformista, nata da una famiglia umile, unica donna nel suo corso di Ingegneria, che ha deciso di donare tutta se stessa ai suoi bimbi e affrontare le varie difficoltà associate al viaggiare con dei figli piccoli per darci uno degli insegnamenti piú preziosi: il mondo è bello e il modo migliore per coglierne tutto lo splendore non è vederne i monumenti e le attrazioni uno ad uno, ma viverlo cercando di capire come vivono, cosa pensano, cosa provano le persone del luogo.
Nella mia infanzia ed adolescenza ho viaggiato molto, in Italia ed in Europa, sono stata portata in città d’arte, al mare, in montagna e in parchi d’attrazione, cosa che ritengo una grandissima fortuna.

La prima svolta verso il vivere il viaggio come un’esperienza “permanente”, come un processo di adattamento e, conseguentemente, di cambiamento e di crescita, è stato quando mio padre è stato trasferito a Milano per lavoro, e noi lo abbiamo seguito.
Ho cambiato scuola all’ultimo anno, prima della maturità. Ho avuto un’anteprima del concetto di Culture Shock, come “ragazza del Sud al Nord”, quando mi fu detto “Ma va!” (che interpretai come abbreviazione di “Ma va a quel paese!”, per poi capire che è un’espressione milanese fondamentale)☺

Ho amato, ed amo, Milano: la sua apertura, il suo essere cosmopolita e sempre attiva.
Quando piú tardi, tra scuola e Università ho attraversato dei momenti veramente difficili (che mi hanno portato a soffrire anche di attacchi di panico), e mi mettevano nell’impossibilità di studiare o persino seguire una lezione, ho capito che la soluzione era tornare ad amare me stessa.

Storie di viaggi - Get in Globe

Chapter 2 – Inghilterra

Per amarmi avrei dovuto conoscere (o riscoprire) gli aspetti positivi di me.
Per questo, dopo un attacco d’ansia durante un esame a Gennaio che mi portò a consegnare il foglio 10 minuti dopo l’inizio, capii che era tempo di cercare una soluzione. Volevo amarmi e volevo tornare ad essere consapevole del mio valore, e pensai ad ogni modo possibile per realizzare ciò. Era un sabato, mi trovavo in una sala studio della mia Università in Via Conservatorio, e iniziai ad inviare più applications possibili per internships/posizioni lavorative in Europa. Avevo visto nel partire un modo perfetto per riscoprirmi. La sera dello stesso giorno ricevetti una risposta da un’agenzia inglese.
Tredici giorni dopo, il 10 febbraio, atterrai in Inghilterra.

La prima sera fui invitata a cena dal mio Manager, con i suoi 4 figli ed il suo cagnolino Toby. Sentii di aver trovato una nuova famiglia.
Il primo mese esplorai il mio paesino, Studley (conosciuto come il paese più piccolo e il villaggio più grande d’Inghilterra) e i dintorni. Sentii la libertà camminando nelle stradine innevate senza orari e senza mappa, mi persi, mi ritrovai. Dopo tanto tempo iniziai, finalmente, ad ascoltarmi. Un giorno camminando in una stradina che portava al castello di Studley pensai che l’Inghilterra poteva essere nuvolosa, nebbiosa e fredda, eppure mi aveva donato la felicità, così com’è, con le sue imperfezioni.

Couchsurfing

Dopo il primo mese dedicato a me stessa, decisi che era arrivato il momento anche di fare nuove amicizie, cosa non così semplice perché il network Erasmus non era particolarmente attivo in Inghilterra, o quantomeno a Birmingham, e il mio paesino era davvero piccolino. Ricordai che il mio professore di Management menzionò, un giorno, Couchsurfing, per cui decisi di sperimentarlo e mi iscrissi.
(Il couchsurfing è un servizio di scambio ospitalità gratuito nato nel 2004, ed è anche un bellissimo modo per fare amicizia tra local e viaggiatori.)

Il primo incontro al quale partecipai fu un meeting da Starbucks, a Birmingham, dove incontrai tante persone, la maggior parte delle quali sono adesso carissimi amici. Tra gli altri, incontrai Nadia e Joe, un ragazzo con cui poi è nata una bellissima storia d’amore, nonostante entrambi avessimo cercato di impedirlo perché la mia permanenza lì doveva essere temporanea.

In quel periodo ingrassai anche un pochino o meglio, raggiunsi la versione più “rotonda” di me”, eppure iniziai a piacermi come mai, mai accadde prima. Per la prima volta guardai nello specchio e pensai: “Che figa che sono!”
Oltre a questo, tante altre cose accaddero – iniziai a riflettere sul messaggio del Couchsurfing, che capii avere come fine ultimo la rottura di barriere e pregiudizi. Per questo cercai di ospitare più persone possibili, viaggiare utilizzando l’app CS e venendo ospitata da altri couchsurfer, organizzare dei piccoli eventi tra viaggiatori e gente del posto. Soprattutto, il Couchsurfing mi ha insegnato che posso davvero lasciare un impatto su altre persone e come io possa compiere dei gesti che costano davvero poco, ma che donano tanto ad altri.

In totale, ho incontrato una sessantina di couchsurfers: da chi mi ha persuaso a proseguire con una specializzazione universitaria, a chi mi ha fornito spunti sul legame tra lingua, cultura e personalità, a chi mi considera come una sorellina più piccola, a chi mi ha tenuto compagnia nei miei solo travels.

Storie di viaggi Get in Globe - Cinzia tra Italia e Inghilterra
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To be continued..

Il viaggio di Cinzia continua la prossima settimana. Cosa ne pensi? Ti ritrovi in questa storia e nelle emozioni provate da lei?
Sei stato anche tu fuori per lunghi periodi? Come hanno influito su di te?

Raccontami la tua esperienza nei commenti o scrivimi tramite email se anche tu vuoi condividere una storia di viaggio.

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Sono Nadia, amo passeggiare tra le stradine di borghi poco conosciuti e ascoltare storie di viaggi che poi racconto in questo spazio virtuale che è "Get in Globe".

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